Scalabilità  e automazione dei processi

Nel suo libro “Il metodo Coca-Cola”, il “VP of Innovation” di Coca-Cola Company David Butler definisce la scalabilità come la “capacità di incrementare la quantità senza ridurre la qualità né i profitti”.

Ovvero, quella capacità che permette a un'azienda che oggi fattura un milione di euro con cinquecentomila euro di costi, di fatturare domani due milioni di euro sempre con gli stessi cinquecentomila euro di costi. Essa è l'arte dell'aumentare la redditività.

Pensare di ottenere tali risultati è chiaramente utopico, tuttavia per poter ritenere il proprio modello di business sufficientemente scalabile basta riuscire a far sì che i costi non crescano in maniera proporzionale al risultato. In pratica, se per raddoppiare le vendite dobbiamo raddoppiare anche i costi, allora il nostro modello non è scalabile.

Come fare dunque?

Un buon esempio è - appunto - il caso Coca-Cola. Nel 1886 John Pemberton perfezionò la bevanda che aveva inventato affinché incontrasse il più possibile i gusti dei clienti: ciò gli permise di creare una formula standard, che garantisce da oltre cento anni (a tutti gli abitanti del pianeta) di poter bere sempre la stessa bevanda, tanto amata. Nello stesso anno, Pemberton scelse il corsivo “Spencer” per il logo, il colore rosso, il nome “Coca-Cola” e la celebre bottiglia di vetro: questa coerenza perfetta sotto ogni aspetto non solo permise all'azienda di avere un posizionamento ottimale nel mercato, ma rese durevole nel tempo il valore del brand.

Tanto fu sensazionale l'impatto di questo metodo nella cultura occidentale da ispirare queste parole da parte di uno dei più grandi artisti del secolo scorso:

“Guardi in televisione la pubblicità delle Coca-Cola, e sai che la beve il presidente, la beve Liz Taylor, e pensa un po', puoi berla anche tu. Una Coca è una Coca, e pagando di più non ne otterresti una migliore di quella che sta bevendo il senzatetto all'angolo della strada. Tutte le lattine sono uguali e sono tutte buone.”

Andy Warhol

 

Dunque il fulcro è standardizzare ogni step fin nei minimi particolari, e qui entra in gioco l'automazione dei processi. Creando flussi che richiedono il minimo sforzo umano, e sfruttano al più possibile le innovazioni tecnologiche è possibile ottenere una buona scalabilità nel proprio modello di business. In breve, avendo delle automazioni che svolgono parte del lavoro al posto dell'uomo, all'aumentare delle richieste si è sempre pronti a fornire risultati concreti.

Il primo passaggio per introdurre questo tipo di vantaggio competitivo è individuare gli step del processo che si vuole analizzare. Non appena avrete evidenziato i punti principali del processo, sarà molto semplice notare in quale punto introdurre le dovute innovazioni.

Generalmente, le principali aree nelle quali conviene introdurre automazioni sono almeno tre:

  1. Area Contabile / Finanziaria. Molte volte calcolare la redditività è un lavoro lungo e tedioso, perché bisogna riunire per ogni ordine di lavoro tutti i costi diretti e indiretti, sottrarli al fatturato e dividerli in base al tempo. E' questo il caso di chi lavora a commessa, e deve perdere giorni ogni mese per riunire tutti i rapportini di intervento tecnico, e - appunto - le commesse. Ne risulta un enorme lavoro manuale a fronte di un risultato con un elevato rischio d'errore.

  2. Area Commerciale. Chi ha un'azienda con venditori di merci conosce quanto difficile sia interpretare gli ordini che arrivano in sede (spesso sotto forma di fogli di carta volanti), e prepararli per le consegne. Nella maggior parte dei casi servono magazzinieri esperti anche soltanto per conoscere la locazione degli articoli. In realtà, è sufficiente collegare il vostro magazzino con una web app per raccogliere gli ordini online: velocizzerete le consegne, potrete fare analisi sulla qualità delle vendite, potrete anche aprire l'inserimento degli ordini direttamente ai vostri clienti (sembra impossibile, ma ci sono aziende che già oggi lo stanno facendo).

  3. Area Produttiva. Pensate al comparto produttivo della vostra azienda: è frammentario, legato al funzionamento di software semi-automatici (come MS Excel o similari)? Se sì, allora potreste trovare evidente giovamento nell'implementazione di un sistema completo di gestione della produzione. Potrete gestire serenamente i magazzini delle materie prime, dei semilavorati, dei prodotti finiti e degli scarti, organizzare il know-how secondo gerarchie stabili, gestire il lavoro dei vostri operatori passo dopo passo, ed effettuare analisi (sia puntuali che globali) sulla redditività delle vostre vendite.

Ecco perché questo tipo di analisi risulta fondamentale al giorno d'oggi.

 

Filippo Biasiolo

Software Dimension s.r.l.

 

 

Fonti:

 

- “Il metodo Coca-Cola” di David Butler, 2015 Hoepli


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Filippo Biasiolo

Giovane ed entusiasta del mio lavoro. Ho creato Wugis e mi piace condividere riflessioni sulla tecnologia applicata al mondo delle imprese.


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