Misurare per investire

“Se non si può misurare qualcosa, non si può migliorarla”

Lord Kelvin

 

Quante volte abbiamo progettato una strategia, trovato un modo per aumentare le vendite, per fare efficienza nelle spese, per ottimizzare un processo oneroso? Eppure quante di queste volte siamo stati insoddisfatti dei “risultati”?

Non è importante in quale ambito vogliamo raggiungere risultati, lo è molto di più il modo in cui ci relazioniamo agli stessi. Ma facciamo un passo indietro.

Sappiamo per certo come noi non vediamo la realtà, bensì percepiamo una serie di fatti ai quali diamo più o meno importanza, e che queste nostre percezioni condizionano i nostri pensieri, i quali a loro volta determinano le nostre azioni. Ne consegue un'evidente verità: se le informazioni che elaboriamo sono distorte, incomplete o manipolate, le nostre azioni poggeranno su basi infondate, e quindi il rischio di fallimento delle nostre iniziative aumenterà notevolmente.

Stephen Covey, autore del bestseller “Le 7 regole per avere successo”, ci spiega molto bene questo concetto grazie ad un'acuta immagine mentale. Pensate di trovarvi nei pressi del centro di Milano, avendo una cartina della città, e di voler raggiungere il Duomo. Potreste essere molto intelligenti, investire tutto il tempo che volete, ma se la cartina non sarà corretta, non raggiungerete mai il vostro obiettivo. In questo caso l'autore non si riferisce alla qualità dei dati, bensì agli ideali personali.

Tuttavia, nel nostro caso possiamo certamente sfruttare questa metafora, in quanto il meccanismo di base è il medesimo: avere informazioni sbagliate è come tentare di raggiungere il Duomo di Milano con una piantina di Roma: impossibile.

Ora immaginate di voler far crescere la vostra azienda, investendo per aumentare le vendite.

Come potreste investire bene i vostri capitali, se – per esempio – non verificaste l'affidabilità dei nuovi clienti acquisiti, confrontando le statistiche di aumento delle vendite con quelle dei pagamenti? E con i costi del vostro comparto produttivo?

Questi sono soltanto due piccoli esempi: ogni azienda è diversa e ha i propri flussi, tuttavia ciò che conta è il concetto che sta alla base della nostra riflessione. Se per controllare i risultati delle vostre iniziative dovete impiegare molto tempo e denaro, allora state semplicemente riducendo la vostra forza nel mercato, perché avete dei colli di bottiglia che limitano la vostra crescita.

Non avete la scalabilità sufficiente per vincere nel medio-lungo periodo.

Al contrario, se affidate il calcolo della redditività della vostra azienda a sistemi integrati, automatici, avrete due benefici immediati:

  1. Avrete più tempo da dedicare alle iniziative stesse;

  2. I dati da cui partirete per valutare come stanno procedendo i vostri investimenti saranno mediamente più affidabili di quelli che avevate precedentemente.

Magari potrete accorgervi che i vostri investimenti non stanno andando poi così male.

 

A presto,

Filippo Biasiolo.

 

 

Fonti: “Le sette regole per avere successo”, Stephen Covey, prima edizione: 2004; nuova edizione: 2016, Franco Angeli Editore.  


ABOUT ME

Filippo Biasiolo

Giovane ed entusiasta del mio lavoro. Ho creato Wugis e mi piace condividere riflessioni sulla tecnologia applicata al mondo delle imprese.


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