Software gestione interventi tecnici: tre falsi miti

Se ti occupi di interventi tecnici e cerchi un software per le assistenze, allora stai attento a questi falsi miti.

 

1.   Le app non sono la soluzione migliore, anche se lo sembrano

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Le aziende che fanno interventi tecnici hanno spesso del personale in luoghi con poco campo, quindi in molti pensano che per gestire le assistenze tecniche in sede del cliente serva una app, perché le app funzionano anche offline.

La realtà è che, salvo casi estremi, la copertura di segnale su rete nazionale è migliorata moltissimo negli ultimi anni, e questo ha ridimensionato di gran lunga il problema.

Inoltre lo sviluppo di app (offline e su misura) è costellato da una lunga serie di piccoli svantaggi:

·       Costa molto di più della programmazione web, anche se non c’è un apparente motivo.

·       Si hanno sempre problemi di compatibilità dei dispositivi con le applicazioni, per via della versione di Android e iOS.

·       La capacità di calcolo e di memoria dei dispositivi mobili è risibile in confronto a quella di un server dedicato, quindi le applicazioni spesso rallentano dopo poco tempo di utilizzo.

·       I dati sono fisicamente salvati su uno smartphone, quindi in caso di furto del telefono è possibile estrarli, seppure con qualche difficoltà.

·       Aggiornare le app è un processo lento, perché richiede l’approvazione di Apple o Google (a seconda del marketplace). Se non si vuole pubblicare la app nei marketplace, perché magari è sviluppata ad hoc per un singolo cliente, la situazione è anche peggiore: si devono copiare fisicamente i file nei dispositivi, disinstallare le app e re-installarle.

·       Per sincronizzare i dati con il server possono servire parecchi minuti, e si ha sempre il rischio di avere informazioni incomplete a disposizione quando si utilizza la app.

Ecco perché conviene sviluppare una web app su misura, e farla eseguire su un server dedicato.

E per risolvere i problemi di rete ci sono due buone possibilità:

a.    Chiedere al cliente la password del wi-fi.

b.    Inserire i dati appena c’è campo.

 

 

2.    Non serve per forza gestire il magazzino

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Un altro falso mito è che per digitalizzare i rapportini serva gestire per forza il carico e lo scarico dal magazzino.

Questa convinzione sposta il problema su un altro livello pieno di complicazioni superflue (almeno in fase iniziale).

Per gestire gli interventi tecnici non è necessario dotare ogni tecnico di lettore barcode ed etichettare qualsiasi mezzo a magazzino. Anzi, alcune volte un approccio di questo tipo comporta alcuni handicap rilevanti: in primis il tecnico non dovrebbe essere vincolato alla giacenza ipotetica di una determinata merce, e in secundis bisogna considerare il fatto che la creazione dei codici a barre potrebbe impiegare più tempo dell’intervento tecnico stesso.

Ai tecnici servono programmi facili da usare, guidati e non restrittivi, altrimenti sono autorizzati a non usarli.

Ecco perché, per ottenere i benefici della digitalizzazione, è sufficiente caricare un’anagrafica articoli generica e associarla agli interventi.

 

 

3.    Integrarsi con Google Calendar è bello ma non è la soluzione

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Google Calendar è uno strumento fantastico, perché è intuitivo al massimo e si integra benissimo con qualsiasi dispositivo, tuttavia non va usato in modo improprio.

Fintanto che le persone da gestire sono poche si possono usare anche strumenti gratuiti, ma quando il lavoro aumenta è fondamentale poter gestire correttamente la gerarchia degli utenti e, soprattutto, gli esiti degli interventi.

Chi non ha un controllo diretto e mirato su questi due aspetti cruciali non può sapere come sono andati i lavori, ed è costretto a passare ore al telefono con i tecnici.

In una condizione del genere, che fine fa la scalabilità aziendale?

 

 

Ecco perché, da anni, con Wugis insistiamo sull’importanza di avere strumenti sviluppati su misura per i flussi di lavoro principali.

 

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Fammi sapere se può fare al caso tuo :)

 


ABOUT ME

Filippo Biasiolo

Giovane ed entusiasta del mio lavoro. Ho creato Wugis e mi piace condividere riflessioni sulla tecnologia applicata al mondo delle imprese.


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